Va tutto bene, ma non sono felice: 10 cause e consigli.

Senti che nella tua vita, in fondo, va tutto bene, eppure non sei felice?
Ecco 10 cause per cui ti senti così e altrettanti consigli per trovare o ritrovare soddisfazione, felicità e senso di realizzazione personale.
Premessa: mi riferisco a quelle situazioni in cui non ci sono motivi concreti per non esserlo, ovvero non abbiamo problemi particolari e non ci manca nulla.
Ovviamente, se stiamo attraversando una fase complessa della nostra vita, è normale non essere felici, ma ci tenevo comunque a precisarlo.
Bene, ora che ho chiarito questo punto, partiamo esaminando gli scenari più comuni e come si presentano: lavoro e carriera, vita personale e relazioni e sé stessi.
Poi vedremo le 10 cause più comuni per cui non riesci ad essere felice e i 10 consigli per tornare ad esserlo.
LAVORO E CARRIERA
Hai un lavoro, uno stipendio o entrate sufficienti per vivere, ma detesti ciò che fai, oppure ti annoia, non ti stimola o non ha prospettive di crescita.
Ti senti ingabbiat* in un ruolo che non ti si addice (più) o in un settore o azienda che non ha niente a che fare con te, o che si fonda su principi e valori che non condividi.
Senti che non stai utilizzando appieno il tuo potenziale, le tue competenze o soft skills e ogni giorno ti svegli con zero voglia di andare a lavorare.
Quanti così?! OK, ora potete abbassare le mani, so che siete in tanti!
VITA PERSONALE E RELAZIONI
Sei in una relazione stabile, ma è come se fossi single, manca quella connessione profonda, la gioia di stare insieme e condividere progetti e obiettivi.
Oppure in questo momento non hai nessuno accanto, apprezzi la solitudine e la preferisci ad essere con la persona sbagliata, ma senti che ti manca qualcosa e le giornate sembrano tutte uguali, piatte e senza significato.
SÉ STESSI
Non hai problemi di salute, hai un buon lavoro, una famiglia con cui vai d’accordo, amicizie solide, una relazione soddisfacente oppure sei felicemente single, ma…
… è di te stess* che non sei soddisfatt*. Non ti piace il tuo aspetto, o il tuo carattere, o forse è qualcos’altro, ma non sai nemmeno bene tu che cosa sia.
Provi un senso di frustrazione costante, come se ti mancasse qualcosa, ma cosa?
Non riesci a gioire o celebrare nemmeno quei successi per cui hai faticato tanto.
No, non c’è niente di sbagliato in te, credimi!
Continua a leggere e capirai perché ti succede.
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Come anticipato, ora vediamo le 10 cause più comuni per cui non riesci ad essere felice e i 10 consigli per esserlo o tornare a esserlo.
1 MANCANZA DI AUTOCONSAPEVOLEZZA
Se non ci conosciamo davvero, non possiamo essere felici!
Se non sappiamo quali siano davvero i nostri valori, i nostri bisogni, o i nostri interessi, come possiamo essere certi di incorporarli nella nostra vita?
Se non ci conosciamo davvero, rischiamo di compiere scelte completamente disallineate con la nostra identità: una carriera che non ci piace, partner con cui non abbiamo niente in comune, amici con idee e priorità totalmente diverse dalle nostre.
E quando la nostra vita non è allineata con i nostri valori, la nostra identità e i nostri ideali non riusciamo ad essere felici.
Anche se è una buona vita, anche se, appunto, va tutto bene.
Consiglio:
Chi sei davvero? In cosa credi? Quali sono i tuoi valori? A che cosa non potresti mai rinunciare? Queste sono alcune delle domande che ti farei, se tu fossi in una sessione di coaching con me (ti proporrei anche uno dei miei esercizi/test per conoscerti meglio). Prova a rispondere e scrivi le risposte e poi nota le differenze con la tua vita attuale.
Che cosa puoi cambiare già da oggi? Riparti da te, non te ne pentirai!
2 SCELTE NON ALLINEATE
Come dicevo qualche riga fa, se compiamo scelte non allineate con la nostra identità autentica, non saremo mai felici.
Questo può avvenire sia per mancanza di autoconsapevolezza, come spiegato al punto precedente, sia per conformismo o timore del giudizio degli altri.
Ad esempio, scegliere di sposarsi e avere figli, magari affrettandosi prima che sia tropo tardi, perché è ciò che la società o la famiglia si aspetta da noi, senza essersi interrogati a fondo e avere la certezza che desideriamo proprio questa vita e ciò che inevitabilmente comporta.
Oppure negarsi esperienze personali o professionali, come prendersi un anno sabbatico all’estero, o lasciare il posto fisso per mettersi in proprio, solo per la paura di ciò che gli altri potrebbero dire.
Consiglio:
Per iniziare a fare scelte che ti rendano felice, devi lasciare andare la paura del giudizio degli altri e di quello che (credi che) penserebbero se tu facessi ciò che vuoi davvero. A volte, per essere felici bisogna andare contro corrente, perché ciò che la società o la famiglia si aspettano da noi, potrebbe essere molto distante da ciò che sogniamo.
Per essere felici serve coraggio.
Il coraggio di essere noi stessi, anche se gli altri non ci capiscono o ci criticano.
3 OBIETTIVI POCO AMBIZIOSI
O addirittura nessun obiettivo particolare.
Se ti stai chiedendo che cosa hanno a che fare gli obiettivi con la felicità, la risposta arriva dalla psicologia.
Martin Seligman, fondatore della Psicologia Positiva, afferma che, per provare felicità e soddisfazione, abbiamo bisogno di darci sempre degli obiettivi e che questi devono essere sfidanti.
Il senso di realizzazione e felicità a cui tutti aspiriamo, è infatti ottenibile solo attraverso l’impegno che mettiamo e gli sforzi che facciamo per raggiungere i nostri obiettivi. Tanto più grandi sono sforzo, impegno e sacrificio, maggiore sarà il senso di soddisfazione e felicità che ne trarremo.
Consiglio:
Alza l’asticella.
Datti nuovi obiettivi che ti richiedano di cambiare qualcosa di te stess* o che ti “spaventino” almeno un po’. Se un obiettivo non ti sembra almeno un pochino difficile da raggiungere, significa che non è abbastanza ambizioso.
Osa di più, esci dal selciato, oppure punta più in alto.
Chiediti che cosa ti renderebbe davvero fier* di te stess* e prova a farlo.
Immagina di essere alla fine della tua vita: che cosa vorresti aver realizzato o ottenuto? La riposta è lì.
4 MATERIALISMO
Se cerchi la felicità nelle cose, non la troverai mai.
Ora non offenderti, non sto dicendo che non puoi amare e desiderare una bella casa, una bella macchina, dei bei vestiti o qualunque altro oggetto tu ambisca possedere.
Il problema è che questo tipo di soddisfazione dura pochissimo: giusto il tempo di avere in mano il nuovo giocattolo, ed ecco che cominci a volere il prossimo.
Perché c’è sempre qualcosa che ci manca e potremmo avere, vero?
Il punto è non fermarsi lì, o non cadere in quella trappola.
Se puoi ed è ciò che desideri, comprati la casa, l’auto e il guardaroba dei tuoi sogni, ci mancherebbe!
Ma sono certa che una volta fatto, il senso di vuoto non si placherà e ti ritroverai a desiderare una casa o una macchina più grande, o più oggetti con cui riempire la tua vita, in una corsa continua verso una meta che, invece di avvicinarsi ad ogni acquisto, si allontana.
Consiglio:
Invece di riempire la tua vita di oggetti, riempila di esperienze.
Compra di meno e fai di più.
Se puoi, viaggia, esplora altre culture e trova ispirazione nel loro modo di vivere.
Viaggiare, apre la mente e spesso ci fa rivalutare ciò che abbiamo e che, magari diamo per scontato (su questo tema ritornerò a breve).
E i ricordi che ci si porta a casa sono spesso i più belli e importanti della nostra vita.
Se in questo momento non ti è possibile viaggiare, no problem, è solo un esempio.
Come dicevo, invece di comprare, fai.
Hobby, sport, tempo con gli amici, volontariato, a te la scelta.
Che cosa ti piace fare nel tempo libero?
Ne parlo meglio al prossimo punto.
5 NIENTE HOBBY O PASSATEMPI
Lavori e basta. Nel tempo libero ti riposi, ma non fai niente di realmente piacevole o interessante(per te). Ed è proprio questo il problema.
Gli hobby o i passatempi sono purtroppo sottovalutati e spesso visti come perdite di tempo infantili o lussi che non ci si può permettere.
Non serve avere decine di ore libere alla settimana per praticare i propri hobby, anche un’oretta nel weekend è sufficiente, quindi non raccontiamoci storie.
Così come non è vero che tutti i passatempi sono un lusso, a meno che tu non ti riferisci ad attività come giocare a golf o sciare, ad esempio.
Esistono una miriade di attività gratuite o a bassissimo costo che si possono praticare. Disegnare, fare giardinaggio, correre, birdwatching, leggere, tanto per citarne qualcuno.
Il punto non è cosa, ma ciò che ne trai.
Avere una passione che coltiviamo con costanza, è una fonte inesauribile di divertimento, ispirazione, apprendimento e soddisfazione (soprattutto quando diventiamo “bravi” o esperti in quell’ambito).
A volte, quando nulla sembra girare nel modo giusto, un passatempo a cui ritornare, può diventare un rifugio dal mondo, un conforto, o uno stimolo per andare avanti e superare le difficoltà.
Consiglio:
Organizzati per avere sempre un po’ di tempo ed energia per praticare le attività che ami, i benefici saranno immediati e duraturi allo stesso tempo.
Non hai nessun hobby?
Allora torno a chiederti: che cosa ti interessa davvero? Che cosa ti piaceva fare quando eri più giovane o da bambin*?
Che cosa ti attira o intriga, o vorresti imparare?
Un’ultima cosa, poi passo oltre: guardare film o serie tv non è un hobby. E te lo dice una che ama farlo. Un hobby è qualcosa in cui tu hai un ruolo attivo, non passivo, ok?
E se sei la persona che cucina tutti i giorni per la famiglia, ti prego, non scegliere come hobby il cucinare, anche se ti piace. Trova qualcosa di diverso, di nuovo, che non fai già regolarmente, che non fai anche per dovere o per gli altri. Altrimenti non avrai alcun beneficio in termini di soddisfazione e felicità.
6 PERSONE SBAGLIATE ATTORNO
Le persone che fanno parte della nostra vita hanno inevitabilmente un impatto nel nostro grado di soddisfazione. Questo non significa che siano gli altri a doverci rendere felici, il nostro benessere, da adulti, è responsabilità nostra; non dei nostri partner, amici, genitori o figli.
Detto ciò, se siamo circondati da persone che non stimiamo, o con cui non riusciamo ad essere noi stessi, o a confrontarci serenamente, o che hanno una visione della vita totalmente diversa dalla nostra, sarà molto difficile non subirne gli effetti
Inoltre, le persone più vicine a noi, influenzano (anche se non ce ne rendiamo conto) il nostro modo di pensare e di vivere, le nostre credenze sul mondo e sui noi stessi e anche i nostri sogni e aspirazioni.
Ecco perché è importante circondarsi di persone che stimolano i nostri lati migliori, che ci supportano nel raggiungimento dei nostri obiettivi, invece di criticarci e convincerci a desistere.
Le relazioni, romantiche o platoniche che siano, dovrebbero nutrirci, sostenerci, ma anche stimolarci. Altrimenti rischiano di farci naufragare o, peggio, affondare.
Consiglio:
Assumi, promuovi e licenzia.
Proprio come al lavoro. E fallo spesso, senza timore.
Non portarti dietro zavorre, solo perché sono con te dall’asilo.
Nella vita si cresce e si cambia, quindi è del tutto normale non trovarsi più con i vecchi amici.
Cercane di nuovi, che siano (e qui ritorna il concetto espresso all’inizio di questo articolo) allineati con la persona che sei oggi.
Il che significa che, per avere relazioni soddisfacenti, dobbiamo prima di tutto conoscerci bene.
Non accontentarti di qualcuno solo per comodità (solo perché è un collega che vedi tutti giorni, o perché siete vicini di casa, o perché i vostri figli sono amici), se non hai niente in comune o se questa persona ti logora o non aggiunge nulla di significativo alla tua vita.
Allora, chi resta e chi va?!
7 TROPPE POCHE DIFFICOLTÀ
Qualcuno si risentirà, leggendo il prossimo paragrafo, lo so.
Non importa, parlerò lo stesso, perché questo scenario merita di essere preso in considerazione, visto che il titolo dell’articolo è proprio “Va tutto bene, ma non sono felice”.
Non c’è un modo semplice per dirlo, senza offendere chi non riesce mai a mettersi in discussione, ma il problema, in alcuni casi (magari non nel tuo, eh!) è proprio che va tutto bene. Da sempre.
Traduzione: qualcuno ha per sua fortuna vissuto una vita privilegiata, o anche semplicemente molto protetta, con pochi scossoni, nessun problema serio, nessuna perdita grave, nessuna difficoltà importante, nessuna mancanza.
E se non abbiamo mai sofferto davvero, o faticato per ottenere ciò che volevamo, se non abbiamo mai perso nessuno e non ci è stato mai negato qualcosa per cui abbiamo lottato, beh, succedono due cose.
La prima è che non avremo sviluppato il muscolo della resilienza, ovvero saremo un po’ fragilini e faticheremo ad affrontare le difficoltà della vita.
La seconda è che non saremo in grado di apprezzare la vita e la fortuna che abbiamo avuto.
Perché se non hai mai visto la pioggia, non riesci ad apprezzare il sole.
Consiglio:
Non mi odiare, ma qui si tratta di allenare la capacità di provare gratitudine per ciò che abbiamo, rendendoci conto che spesso, ciò che noi diamo per scontato, rappresenta un sogno irrealizzabile per qualcun altro.
Un tetto sopra la testa, cibo sulla tavola, un lavoro, una famiglia che ci vuole bene, buona salute, vivere in un paese dove non c’è la guerra e dove si può esprimere la propria opinione senza finire in galera. Ti pare poco? A me no.
Per carità, non sto dicendo di accontentarti, anzi. Come hai visto, il senso di questo articolo è proprio il contrario. Inoltre, come coach, il mio lavoro è quello di aiutare le persone a raggiungere i propri obiettivi per realizzarsi, quindi sono la prima ad incoraggiare il desiderio di crescere ed aspirare a qualcosa di più grande.
Nonostante ciò, torno a dirti che se va tutto bene, ma non sei felice, può avere senso fermarsi un attimo e riflettere su tutto ciò che già si ha o si è ottenuto.
8 IDEA IRREALISTICA DELLA FELICITÀ
Forse c’è un po’ di confusione intorno al concetto di felicità.
Qualcuno si aspetta di provare questo stato d’animo di frequente, addirittura giornalmente e in maniera continuativa.
Ecco, questa aspettativa potrebbe complicare le cose e portarti a dire che non sei felice.
Se ci fai caso, qualche riga fa ho definito la felicità uno stato d’animo; cioè qualcosa di temporaneo che può essere presente a tratti e in alcuni momenti della nostra vita, ma certamente non 24 ore su 24 dalla nascita alla morte.
Insomma, sto dicendo di ridimensionare un pochino le aspettative su ciò che la vita può offrirci, consapevoli del fatto che ci saranno sempre momenti difficili, ma che si alterneranno ad altri più leggeri, più felici, appunto.
Consiglio:
Prova a rivedere il concetto che hai della felicità e considerala più come un condimento (con un sapore raro e speciale) che come l’ingrediente principiale del tuo piatto. Agisci intenzionalmente per procurartela, goditela quando ti capita tra le mani, ma non darla mai per scontata.
Se poi ne sei capace e ti va, ogni tanto regala a qualcun altro, ne esalta il sapore, te lo assicuro.
9 NON SAI CHE COSA VUOI
Allora, qua è il discorso è piuttosto semplice. Se non sai che cosa vuoi dalla vita, è comprensibile che tu non sia felice.
Per riprendere la metafora sul cibo, è un po’ come andare al ristorante, non sapere cosa vuoi mangiare e farti portare a caso un piatto dal cameriere.
Le probabilità che ciò che ti viene servito ti faccia impazzire, sono bassine.
È molto più probabile che ti ritrovi con qualcosa di commestibile, ma che non avresti scelto o che non ordinerai mai più.
Se fino ad ora hai vissuto in autopilota, senza mai interrogarti a fondo su ciò che desideri, prendendo ciò che ti capitava o seguendo quello che facevano gli altri attorno a te, è facile che la tua vita non ti rappresenti affatto.
Consiglio:
Trova la tua strada. Comincia lavorando sui punti 1 (autoconsapevolezza) e 2 (scelte allineate). Che cosa ha davvero importanza per te? Che cosa vuoi realizzare?
Se non hai la più pallida idea di cosa vuoi veramente, oppure lo sai, ma pensi che non sia possibile o non sai da dove cominciare, sei nel posto giusto.
Questo è uno dei miei “cavalli di battaglia”, cioè uno dei temi su cui lavoro più spesso nei percorsi di coaching.
Datti una possibilità, ne vale la pena.
10 STAI IGNORANDO QUALCOSA
Forse stai ignorando qualcosa di te, della tua vita, dell’ambiente o del modo in cui vivi.
Qualcosa ti sfugge, per qualche ragione, non senti o non vedi un segnale che, però, è importante.
Magari non hai gli strumenti per capire che cosa non va, oppure preferisci non saperlo, perché una volta emerso, poi va affrontato, vero? E questo può fare tanta paura.
Scoprire che qualcosa su cui contavamo ha basi fragili, o che ciò che credevamo ci avrebbe reso felici si è rivelato un errore, può essere devastante; ecco perché in alcuni casi la nostra mente preferisce nasconderci certe informazioni.
Lo fa per proteggerci, certo. E di solito ci riesce per un po’, fino a quando non ci riesce più.
Il problema è che, per proteggerci dalla sofferenza, ci impedisce di essere felici.
Consiglio:
Se senti che qualcosa in te o nella tua vita “non va”, ma non riesci a capire che cosa sia (oppure hai un sentore, ma non ne sei cert*), non ignorare quella sensazione.
Vai a fondo. Ascoltati, osservati, fatti domande.
E, in questo caso, mi permetto di consigliarti di chiedere aiuto ad un professionista.
Psicoterapia, coaching e counseling sono metodologie con modalità e obiettivi differenti e sono tutte validissime quando si tratta di far emergere la nostra consapevolezza. Naturalmente ogni persona e ogni storia è diversa ed è quindi fondamentale scegliere l’approccio più adatto per sé stessi.
L’importante è non trascurare questa sensazione.
Siamo arrivati alla fine anche di questo articolo, io spero che tu abbia trovato le risposte o gli spunti di riflessione che cercavi e se vuoi farmi sapere che ne pensi, mi fa piacere.
Se desideri maggiore felicità e senso di realizzazione personale o professionale, i miei percorsi di coaching sono perfetti per te, vienimi a conoscere!
Contattami per avere maggiori informazioni o per prenotare la tua sessione di prova gratuita!
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